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meteo

test scarpe Trezeta


Test di Filippo Zolezzi

Trezeta Sioux Low DoM




Il galateo giornalistico imporrebbe di usare la terza persona plurale negli articoli e nelle descrizioni, ma in un testo come questo saprebbe di stile ampolloso e direi anche di presa in giro, perciò perdonatemi se vado con un più familiare "io" in prima persona...



Fare test di materiali è sempre un'operazione interessante, molto coinvolgente direi, c'è sempre un entusiasmo da parte del produttore che promette caratteristiche nuove e da parte del tester una seria riserva a lasciarsi coinvolgere emotivamente senza motivi validi, comunque c'è sempre molta "lotta" nel nostro team di testers per accaparrarsi i pezzi più interessanti e apparentemente innovativi.



La TreZeta è una ditta di calzature per la montagna tra le più note e subito abbiamo risposto con entusiasmo per testare almeno un articolo della loro rinomata produzione, specie quando questa si annuncia molto innovativa.

Ho scelto Sioux Low DoM, una scarpa da trekking bassa. L'ho fatto un pochino provocatoriamente, perchè volevo vedere quale livello di comfort e di tenuta può dare una calzatura che non fascia la caviglia, potrei dire che è stata una specie di sfida, sotto sotto avevo l'idea di ritrovarmi una scarpa da jogging, solo un pochino più rigida, un po' come i SUV che vestono l'abito dei fuoristrada più rudi ma non ne hanno il DNA e sono solo dei costosi e forse poco utili compromessi...

E' bastato indosssarle una sola volta per capire che il pregiudizio è una merce da rifiutare sempre, infatti questa scarpa è bassa ma la sua costruzione è la stessa degli analoghi modelli alti, con nulla a che spartire con le scarpe sportive da corsa e con in più una libertà straordinaria per il piede.



Chi vi scrive non è più adolescente (e da un bel pezzo), ha i suoi acciacchi, che quest'inverno e primavera umidissimi non hanno favorito, perciò ho indossato timidante queste calzature stringendo i denti, ma dopo una bella scarpinata i dolori erano passati completamente.

Questa calzatura ha una costruzione molto robusta, il plantare particolare rigido sorregge bene il piede, che stretto perfettamente dal suo colletto permette di camminare sempre senza rischi di storte dolorose, inoltre possiede il sistema di circolo interno dell'aria Dry on Move molto magnificato dai produttori, che però a noi di Alpinia lasciava abbastanza perplessi.

Il Dry on Move viene così descritto nel sito del produttore: l’unico sistema “attivo” che permette al piede di traspirare camminando, senza rinunciare alla massima impermeabilità della calzatura. Trezeta ha recentemente messo a punto una nuova tecnologia attiva: Dry on Move™, appunto.
La prima e sinora unica che permette al piede di traspirare camminando. Pensata appositamente per chi fa trekking o cammina all'aria aperta per lunghi periodi, rende le calzature impermeabili e traspiranti al 100%. Il sistema innovativo Dry on Move™ di Trezeta utilizza un tessuto tridimensionale esclusivo la cui applicazione, nel sottopiede e lungo le caviglie, permette di ottenere una ventilazione interna che porta il calore del piede all'esterno della scarpa.



Si trattava di vedere se funziona veramente o se si tratta del solito ballon d'essais, se veramente il piede resta asciutto o prosegue a sudare, diciamo che l'esperienza personale che vede l'utilizzo di calzature famose per la dispersione dell'umidità del piede, nota anche per una reclame che trasmessa all'ora dei pasti toglie ben l'appetito, ci porta a diffidare da certe dichiarazioni di pseudo-miracoli industriali.

Ho provato a lungo le scarpe in vari ambienti: sull'Appenino Ligure ne ho potuto apprezzare la comodità di calzata, la rigidità necessaria per un passo sicuro e la totale assenza del fastidioso effetto ostacolo che si percepisce nelle calzature dal fondo morbido.

La suola Vibram, dall'inedito disegno, ha una presa sempre decisa e non fa mai vacillare il passo, dando una straordinaria sensazione di sicurezza nella camminata: sassi, ghiaia, foglie, sentiero, prato anche ripido, non costituiscono problema e non mettono mai in difficoltà la camminata.



Ma dove la scarpa Trezeta mi ha lasciato letteralmente stupefatto è in un ambiente che non è assolutamente quello previsto di normale utilizzo della Sioux Low DoM: quello innevato...

Ero a Trento per segure il FilmFestival e ho approfittato di una pausa per fare un'escursione in uno dei posti che più mi affascinano, l'altipiano delle Viote al Monte Bondone.
Confidando nel bel tempo e nella stagione primaverile inoltrata sono salito speranzoso di fare una rapida salita alla Cima Palon o alla Cimetta, ma arrivato sull'altipiano lo scenario che si è presentato era tipicamente invernale, con un innevamento consistente.

Con una temperatura semi estiva il giorno prima a Trento, con le persone in maglietta a maniche corte, qui invece molto vicina allo zero, già sulla Pedemontana la neve appariva a chiazze, ma sempre perfettamente aggirabile e tra un capriolo e una gazza, ho iniziato a salire.



Ben presto le chiazze di neve si sono trasformate in una pista nevosa abbastanza ben battuta, ma con qualche sprofondamento di tanto in tanto , ma l'entusiasmo sia per il tempo che per la buona tenuta delle scarpe hanno fatto dimenticare che esse si trovavano in un ambiente più adatto a delle canadesi che a delle basse.

Al termine di questo test posso dire, senza possibilità di smentita, che la Trezeta Sioux Low DoM è una calzatura molto raccomandabile per un escursionismo a media altezza e non troppo impegnativo, non può certamente sostituire pedule alte o medio-pesanti, però se la può cavare egregiamente anche in ambiente difficile e permette di affrontare serenamente e in piena sicurezza anche passaggi per i quali non sembra assolutamente progettata, essa non ha rilevato carenze o difetti particolari, rivelandosi una compagna fedele e in grado di dare molta soddisfazione a chi avrà la fortuna di sceglierla e utilizzarla.

Maggiori informazioni e dettagli tecnici sul sistema Dry on Move le potrete trovare sul sito
TreZeta.