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Le valanghe

LE VALANGHE A LASTRONI

LE VALANGHE A LASTRONI
Caratteristiche e modalità di distacco
Le valanghe costituiscono probabilmente il principale pericolo nella pratica di attività
sportive su manto nevoso vergine al di fuori delle zone controllate. In Svizzera, il 90% delle
valanghe con vittime sono provocate dai praticanti di attività quali lo sci fuori pista, lo
scialpinismo. L’alpinismo e, più recentemente, lo snowboarding e lo snowshoeing. In Italia
il contributo di queste attività ricreative sta divenendo sempre più importante avendo
raggiunto, nel quinquennio 1995-2000, il 96% di tutte le vittime.
IN REALTA' SE RAPPORTATI AL NUMERO Di PRATICANTI, GLI INCIDENTI DA VALANGHE
SONO EVENTI RELATIVAMENTE RARI, TUTTAVIA LA LORO importanza risiede non tanto nel
numero quanto negli effetti. Il tasso di mortalità (rapporto vittime/numero di incidenti in Italia si
attesta infatti, mediamente, intorno allo 0,6 ed è 20 volte maggiore dei tasso di mortalità degli
incidenti automobilistici. Questa è ragione per cui, indipendentemente dai sistemi dì protezione
individuale di cui ciascuno può disporre, la regola fondamentale per un efficace prevenzione è
cercare di non rimanere travolti da una valanga.
Questo concetto, basilare e apparentemente semplice, si scontra tuttavia con una difficoltà pratica
di non poco conto, in quanto non esiste ancora oggi alcuno strumento o metodo d'indagine che
consenta di misurare o valutare le condizioni di stabilità dei manto nevoso in modo oggettivo e
sufficientemente preciso. Nella valutazione locale dei pericolo di valanghe la conoscenza dei
processi che avvengono all'interno del marito nevoso e l'esperienza, che consente di sviluppare la
logica induttiva hanno ancora un ruolo determinante.
Nelle attività ricreative la quasi totalità degli incidenti da valanghe (più dei 90%) è provocata da
valanghe a lastroni (chiamate in passato valanghe degli sciatori ed è su questa tipologia di
fenomeni che occorre focalizzare l'attenzione. Ma cos'è una valanga a lastroni? Una valanga a
lastroni è un movimento repentino su un pendio sufficientemente ripido di una porzione dì neve più
o meno vasta, che presenta un certo grado di coesione (e perciò viene chiamata lastrone) rispetto
a una superficie di slittamento situata all'interno dei manto nevoso o rispetto al terreno a seguito di
una rottura. Nelle osservazioni eseguite in campo sulle valanghe a lastroni si è visto che spesso il
piano di slittamento s'identifica con uno strato di ridotto spessore, costituito da particolari tipi di
cristalli a tessitura grossolana, definito come strato debole, mentre talvolta il piano di slittamento
coincide con la superficie di separazione fra due strati che presentano caratteristiche diverse.
Sulla base della nomenclatura proposta da Vames, le superfici di rottura possono essere
contraddistinte come in fig.1. la corona tende a propagarsi sul terreno con una frattura netta,
spesso creando un arco tra i fianchi, ma talvolta a zig zag congiungendo zone di tensione
determinate dalla presenza di rocce o alberi.
Una recente ricerca condotta in Svizzera ha confermato che le valanghe provocate nella pratica di
attività ricreative sono prevalentemente di piccole o medie dimensioni, avendo, come valori
mediani riferiti al lastrone che si stacca, una larghezza di 50 m, una lunghezza di 80 m e uno
spessore di 45 cm. La propagazione sul terreno della superficie di rottura dipende sia dalla
conformazione del terreno sia dalle proprietà fisiche dei lastrone. In genere, in caso di lastroni con
elevati valori di densità e di durezza, le rotture si propagano più facilmente anche a notevole
distanza (a causa della maggiore fragilità) dando origine a valanghe di notevoli dimensioni. La
rottura primaria che determina il distacco di una valanga a lastroni avviene quando, a seguito di un
aumento delle sollecitazioni all'interno dei manto nevoso, le tensioni superano le resistenze. Il
caso più frequente (ma non l'unico) è quello in cui la rottura primaria è una rottura di taglio che
avviene nella zona centrale dei lastrone nello strato debole. la teoria più accreditata, che spiega la
modalità di distacco di una valanga a lastroni, è la cosiddetta teoria delle zone super-fragili
Secondo questa teoria, lo strato debole è responsabile della rottura alla stessa maniera in cui in
un metallo le impurítà sono il sito iniziale della rottura. Quando, per cause diverse, aumentano le
sollecitazioni (o diminuiscono le resistenze) all'interno dello strato debole, oltre a una certa soglia,
la struttura costituita dallo scheletro di ghiaccio subisce delle deformazioni irreversibili. In questa
fase è da notare che la concentrazione delle sollecitazioni è tanto maggiore quanto più grandi
sono le dimensioni dei grani, in quanto diminuiscono i punti di contatto fra i grani stessi e dì
conseguenza diminuisce la resistenza al taglio (per questo lo strato debole è spesso formato da
grossi cristalli di crescita cinetica). La rottura avviene in due fasi distinte. Nella prima fase, che si
manifesta lentamente (in alcune decine d'ore), a partire da una certa soglia di deformazione si
produce una frattura in modo dolce e tale da non generare una rottura vera e propria, ma in modo
sufficientemente rapido da non consentire una riorganizzazione della struttura; le zone dei lastrone
interessate dalla frattura iniziale sono dette zone super-fragili e il manto nevoso si trova in uno
stato di instabilità latente. Nella seconda fase, che avviene quando l'estensione delle zone
super-fragili è sufficiente (la lunghezza nello strato debole deve superare una decina di volte lo
spessore del lastrone), si produce una rottura di taglio nello strato debole chiamata rottura
primaria. Al momento della rottura lo strato debole non esercita più alcun attrito sul lastrone,
quindi per compensare la scomparsa dell'attrito la sollecitazione aumenta proporzionalmente e la
ridistribuzione è brutale e si estende rapidamente su una vasta superficie lungo il pendio la rottura
di taglio nello strato debole è seguita da una rottura per trazione nella zona della corona
perpendicolare al piano di slittamento. In questo momento la rottura diviene visibile per un
osservatore e, a seguito del distacco, nella zona dove esso avviene, rimangono evidenti delle
superfici nette di rottura attorno ai contorni dei lastrone. Nella fase immediatamente successiva al
distacco, a causa delle irregolarità dei pendio il lastrone si frantuma in una serie di blocchi o
frammenti che, urtandosi fra di foro o contro la superficie di slittamento diventano sempre più
piccoli. Qualunque sovraccarico esterno che agisce sul manto nevoso determina un importante
aumento locale o generale delle sollecitazioni di taglio, per cui è evidente che la sollecitazione
dinamica, prodotta da uno sciatore in movimento su un marito nevoso in condizioni di instabilità
latente, è spesso l'elemento che funge da detonatore e che produce la rottura primaria con
conseguente distacco della valanga a lastroni.
E’ noto che la pericolosità delle valanghe a lastroni è strettamente connessa alla loro
imprevedibilità. La rottura primaria, che provoca il distacco avviene spesso in strati deboli che si
formano all'interno dei manto nevoso vecchio, la cui presenza è difficilmente valutabile
dall'esterno.

 

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